Eschilo

Il dolore

Nelle sue tragedie, per lo meno in quelle che ci sono rimaste, il dolore è il perno intorno al quale ruota il tutto: ne costituisce l'elemento caratterizzante per antonomasia.

L'apoteosi di Omero opera di Archelao di Priene del II secolo a. C.

L'apoteosi di Omero opera di Archelao di Priene del II secolo a. C.

Ma questo non vuol dire che ogni tragedia debba per forza di cose avere una conclusione luttuosa, alcune delle sue tragedie superano l’evento negativo recando quasi un prodromo di buon fine, ma il dolore è sempre presente.

La grandezza di Eschilo sta nell’essersi posto il problema del nesso esistente fra il dolore e il senso della vicenda umana: il dolore è sia conseguenza del male, ma anche indispensabile tappa sulla via della saggezza che Zeus ha fornito agli uomini.

Già in Esoso troviamo il concetto che l'esperienza dolorosa sia fonte di educazione, ma è Eschilo ad agganciarlo alla visione divina e a fornire quindi una spiegazione metafisica della sua causa prima.

Se si esamina il dolore con gli strumenti forniteci dal grande tragediografo, questo assume una connotazione del tutto nuova: da esperienza negativa diventa positiva in quanto non solo rientra nell’ordine naturale delle cose ma Zeus ce lo invia per farci crescere.